Come combattere l’ansia da esame: 3 metodi pratici

L’ansia da esame è una “patologia” davvero molto diffusa tra gli studenti universitari, sia che si tratti di matricole che giovani navigati. Si manifesta con i sintomi più disparati come sudorazione, tachicardia e nei casi peggiori attacchi di panico. Tra le cause dell’ansia da esame c’è sicuramente una insicurezza di fondo, che porta il soggetto a credere di non potercela fare e di non riuscire a superare questo problema. Tra le altre cose, alla base di questo malessere c’è anche una disistima nei confronti di se stessi, dovuta ad una molteplicità di cause personali e non.
Controllare l’ansia d’esame è possibile? Assolutamente sì. Sarebbe bene rivolgersi ad un professionista in grado di sbrogliare la matassa esistenziale che portate dentro, ma se avete fretta e l’esame è imminente, ecco qualche dritta per sentirvi decisamente meglio.

1. Mai studiare il giorno dell’esame

Studiare il giorno dell’esame è inutile e controproducente. Inutile in quanto non vi aiuta ad apprendere nuove nozioni o a memorizzare un argomento; controproducente perché insinua solo malessere, confusione e, appunto, ansia. Cercate di rilassarvi, sia il giorno prima e il giorno stesso dell’esame. Distraetevi, fate quello che più vi piace, parlate con qualcuno per smorzare la tensione, ma non studiate! D’altronde, quello che è fatto, è fatto, ed è assolutamente inutile tentare di aggiustare il tiro studiando gli argomenti che conoscete meno e che vi fanno sentire insicuri. Per cui, rischiate e come va, va.

2. Accettate la vostra ansia

Va bene, siete dei tipi ansiosi, ma che ci volete fare? Combattere contro le proprie attitudini è davvero molto deleterio per la propria autostima. Cercate di capire da dove ha origine il vostro stress e provate a modificarlo ma al contempo accettarlo. L’ansia può essere qualcosa di davvero fastidioso da provare, ce ne rendiamo conto, ma spesso è in grado anche di scaturire una sorta di protezione verso se stessi e le proprie fragilità. Provate a cambiare mentalità e ad accettare ciò che siete. State pur certi che vi sentirete meglio.

3. Fatevi accompagnare da qualcuno

Avete un esame a breve presso la sede dell’università Romania? Allora fatevi accompagnare da qualcuno di fidato, in modo da sentirvi più tranquilli. Che sia vostra madre, amico, o sorella, vedere una faccia amica prima del momento fatidico può aiutarvi a incoraggiarvi e a prendere meglio la situazione. Delle volte, infatti, parlare con qualcuno aiuta. Permette di smorzare la tensione, di distrarsi e a non pensare all’imminente impegno. Pertanto, fatevi accompagnare da qualcuno e non abbiate paura. Vedrete che riuscirete sicuramente a passare l’esame e tenere sotto controllo la vostra ansia.

Il massaggio hawaiano: come funziona il Lomi Lomi Nui

Il massaggio hawaiano, in lingua originale Lomi Lomi Nui (ovvero, semplicemente, “massaggio”) è un trattamento nato nell’isola del Pacifico come disciplina orientata al raggiungimento della pace e dell’equilibrio perfetto tra corpo, mente e anima. Il trattamento viene tramandato fin dal XIX secolo da parte degli sciamani kahuna e, da diversi anni, ha avuto ampia diffusione anche nel resto del mondo.

La filosofia del Lomi Lomi

Il massaggio hawaiano nasce dalla filosofia Huna, secondo cui tutto ciò che esiste tende verso uno stato di armonia e verso l’amore e ogni cosa aspira al raggiungimento dell’equilibrio del flusso di energia che orienta tutto ciò che c’è. Secondo la concezione del Lomi Lomi, eventi negativi e tensioni possono rallentare o frenare il flusso: tramite la manipolazione, esso può essere nuovamente attivato e riportare armonia tra corpo, mente e anima del ricevente.

Il massaggio è anche definito loving hands massage, ovvero massaggio delle mani dell’amore: in effetti, nel massaggio hawaiano il rapporto tra ricevente e massaggiatore è fondamentale; il trattamento non è mai uguale ma varia a seconda delle sensazioni del ricevente, che colui che effettua il massaggio deve sapere interpretare e percepire. L’empatia è un elemento fondamentale sia per le tecniche Lomi Lomi Nui e sia per la filosofia Huna.

Il corpo come tramite delle emozioni

Al centro della filosofia hawaiana vi è l’idea che l’amore può essere trasmesso attraverso il corpo. Le tecniche Lomi Lomi prevedono l’utilizzo delle mani ma anche gomiti, avambracci, ginocchia e piedi e ogni parte del corpo viene sollecitata dal contatto fisico. Il trattamento permette, tramite l’armonia tra i partecipanti, la creazione di un legame armonico tra le parti; i movimenti sono dolci ed equilibrati, pensati per infondere al ricevente uno stato di quiete e serenità, in cui questi, il massaggiatore e tutto ciò che c’è possano armonizzarsi e realizzare l’equilibrio totale tra corpo, mente ed emozioni.

Come viene insegnato durante ogni corso di massaggio Bari, Milano o Torino, il Lomi Lomi Nui è definito una disciplina intuitiva, poiché alle tecniche standard di esecuzione si sostituisce la percezione del massaggiatore, che esegue un trattamento differente per ogni ricevente, a seconda delle sensazioni che quest’ultimo comunica e che il primo interpreta e somatizza.

Smaltimento dei rifiuti: qual è il sistema più efficace?

Il sistema della raccolta differenziata, che in Italia è conosciuto fin dal 1982, si basa sulla logica della differenziazione dei rifiuti con l’obiettivo di riservare ad ognuno di essi il trattamento di smaltimento più adatto ed efficiente. Il sistema di smaltimento rifiuti Lecce, a Milano o a Napoli è soggetto, a seconda delle disposizioni comunali, ad applicazioni dissimili. Le differenze, però, sono relative al solo aspetto della raccolta mentre il successivo smaltimento segue un iter standardizzato a seconda del tipo di materiale trattato.

I rifiuti organici

Per rifiuti organici si intendono gli avanzi di cucina, gli scarti alimentari ma anche stoviglie in plastica e tovaglioli unti di cibo. L’umido, solitamente raccolto 2 o 3 volte la settimana, è una risorsa preziosa che, una volta lavorata all’interno degli impianti di compostaggio, viene trasformata in compost (o composta), un fertilizzante ampiamente impiegato per inumidire il terreno.

Il processo di compostaggio per bio-ossidazione si struttura su due fasi: la prima, attiva, è quella in cui microrganismi, tramite idrolisi, scindono le riserve organiche più semplici da biodegradare. Durante la seconda fase, quella di maturazione, la frazione più restia alla bio-ossidazione viene compattata e umidificata per essere resa idonea all’impiego agricolo.

I rifiuti secchi

Con ‘secco’ si intendono tutti quei rifiuti che non possono essere smaltiti tramite sistemi di riciclo. In tal caso esistono due alternative: la discarica e l’inceneritore.

La discarica è un luogo di solo stoccaggio in cui i rifiuti sono ammassati previa suddivisione in base alla loro tipologia (resti edili, rifiuti non pericolosi, rifiuti pericolosi). Il sistema della discarica è quello più obsoleto e il più dannoso per l’ambiente.

La seconda possibilità è quella dell’inceneritore, dove i rifiuti vengono polverizzati tramite combustione e ridotti in cenere. La cenere può essere trasformata in vapore pulito e riutilizzabile come risorsa energetica: l’impianto che dispone di tale tecnologia è definito termovalorizzatore.

Il riciclo

Plastica, carta, vetro, metalli, legno e tessuti affrontano una fase di riciclo al termine del quale sono nuovamente trasformati in una risorsa utilizzabile. In tal modo, il ciclo di vita delle materie prime si allunga, con un duplice effetto positivo: abbattimento della produzione dei materiali di scarto e diminuzione del fabbisogno di nuove materie prime.

La dieta della primavera: la rinascita del corpo

La primavera è arrivata, le temperature sono finalmente diventate più tiepide, la natura si sta risvegliando dal lungo e freddo inverno e anche il nostro corpo sembra avere più energie a disposizione. Durante l’inverno l’organismo ha bisogno di un maggior apporto calorico per contrastare il freddo, proprio per questo generalmente durante questo periodo si mangiano porzioni più abbondanti di cibo e spesso ricche di ingredienti gustosi ma grassi. La primavera porta con sé un generale senso di rinascita, si iniziano a trascorrere più volentieri le ore all’aria aperta, si esce la sera con gli amici a bere qualcosa o a ballare nei locali della città, come l’intramontabile Art Cafè a Roma e si indossano abiti più leggeri e colorati. Durante il cambio di stagione si possono finalmente levare dagli armadi i maglioni di lana e fare spazio ad abiti sbarazzini, dalle tinte più allegre e dalle stoffe più leggere.

Sveliamo i segreti

E’ proprio durante la primavera che la maggior parte delle persone, sia donne sia uomini, si accorge che il lungo inverno e la sedentarietà hanno lasciato dei segni sul proprio corpo, vale a dire i chili di troppo. Eliminarli è possibile, basta solamente armarsi di buona volontà e seguire la dieta della primavera che è illustrata di seguito.

  • Bandire dalla tavola i cibi elaborati come pasta al forno, melanzane alla parmigiana e tutte le ricette che prevedono l’uso di condimenti pesanti.
  • Prediligere piatti freschi a base di ingredienti semplici, come insalate di riso, zuppe a base di legumi, che possono essere mangiate anche tiepide o fredde.
  • Bere due litri di acqua ogni giorno per favorire la circolazione, contrastare il ristagno dei liquidi e idratare il corpo.
  • Mangiare cereali integrali, come pane, pasta, riso, biscotti, fette biscottate ecc. contengono molte fibre, hanno un elevato potere saziante e un numero minore di calorie rispetto a quelli realizzati con le farine normali.
  • Consumare abbondanti porzioni di verdura di stagione, preferibilmente condita a crudo con olio extra vergine di oliva.
  • Mangiare tre porzioni di frutta fresca al giorno, che può essere usata per preparare deliziose macedonie, centrifugati e spremute.
  • Eliminare i fritti e moderare il consumo di dolci, che sono ammessi solamente una volta la settimana e in piccole porzioni.
  • Eliminare gli alcolici, le bevande gassate e i superalcolici.
  • Praticare una moderata e costante attività sportiva, che può essere svolta anche all’aria aperta, ad esempio la corsa, il jogging ecc.

Olio extravergine d’oliva: le proprietà benefiche per l’uomo

L’olio extravergine d’oliva è l’alimento principale della dieta mediterranea, modello nutrizionale che si basa sui prodotti agroalimentari tipico dei Paesi che sorgono sul Mar Mediterraneo. Gli effetti benefici che l’olio d’oliva, nella sua qualità più pura, è in grado di offrire all’uomo sono notevolissimi e comprovati scientificamente. L’olio extravergine di oliva pugliese, umbro e toscano ma anche quelli siciliano e calabrese rappresentano eccellenze mondiali che fanno dell’Italia una superpotenza nel settore merceologico dell’olivicoltura: solo la Spagna presenta volumi maggiori di esportazioni e produzione.

Gli effetti benefici dell’olio extravergine d’oliva

L’olio extravergine d’oliva favorisce la circolazione cardiovascolare e concorre massimamente a una maggiore elasticità cellulare; gli acidi grassi monoinsaturi presenti nell’extravergine riducono i livelli di colesterolo cattivo (LDL) in favore di quello buono (HDL) riducendo l’incidenza di ictus fino al 40% e del 30% quella di infarto. Polifenoli e vitamina E abbassano la pressione arteriosa e abbattono il rischio di osteoporosi e arteriosclerosi.

Il consumo regolare di extravergine permette anche la salvaguardia delle cellule cerebrale, ne rallenta l’invecchiamento e ritarda la comparsa dell’alzheimer, aiutando al contempo le funzioni cognitive, con particolari vantaggi a livello di facoltà mnemoniche nei bambini e negli anziani.

La dieta mediterranea, e l’olio extravergine d’oliva in particolare, provocano una drastica riduzione del rischio di artriti reumatoidi, grazie a un costante ringiovanimento cellulare.

Recenti studi hanno fornito ulteriori e valide conferme alla teoria secondo cui esista una correlazione inversa tra consumo di extravergine e rischio di contrarre alcuni tipi di cancro, quello al seno in particolare. Una verità parzialmente confermata anche dal fatto che tale tipologia di tumore è molto più impattante nei Paesi del Nord Europa, dove il consumo di olio extra vergine di oliva è molto limitato.

L’extravergine dimezza le possibilità di contrarre il diabete di tipo 2, causato in massima parte da diete ricche di grassi. L’olio extravergine d’oliva è composto da grassi monoinsaturi che, non solo non apportano alcun rischio in relazione al diabete, ma sono persino benefici e svolgono una cruciale funzione preventiva.