La corretta gestione dei rifiuti

Il problema dei rifiuti è gravoso per tutti: amministrazioni, privati e società di smaltimento. La regolamentazione è molto rigida ed impone regole ben precise per il trattamento dei rifiuti e per il loro smaltimento ecco perché è necessario rivolgersi, soprattutto per le azienda, a esperti del settore che siano in grado di offrire una consulenza mirata e che possano aiutare gli addetti a non incorrere in sanzioni amministrative.

Soprattutto uffici e aziende dovrebbero avere un consulente che possa indirizzarli nella corretta gestione dei rifiuti. Per saperne di più www.consulenza.novaecologica.it

Le normative per la gestione rifiuti

La corretta gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, di origine urbana o speciale, è alla base dei principi che l’Unione Europea ha indicato in specifici Regolamenti e Direttive. Ciascuno Stato Membro, tra cui l’Italia, ha dovuto recepire i principi sanciti dall’Unione Europea con una specifica normativa per la gestione dei rifiuti. Passare dalla teoria all’applicazione pratica della normativa non è sempre così semplice.

Per una corretta gestione dei rifiuti è necessario seguire:

  • Istruzioni Operative per la Gestione dei Rifiuti: Formulario, Registro di Carico/Scarico, Sistri
  • Le normative sui toner: ciclo di vita ed esausti
  • I Codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) prodotti in ufficio
  • La Direttiva Europea per la Gestione dei Rifiuti
  • La Direttiva 2008/98/CE e nel 2014 al Regolamento 2014/955/UE
  • Norme su recupero e il riciclaggio

I principi dell’Unione Europea

Nel 2013 il Ministero dell’Ambiente italiano approva il Primo Programma d’Azione Nazionale con il quale fissa fondamentali obiettivi di prevenzione da realizzare entro il 2020 in linea con gli Obiettivi dell’Unione Europea seguendo:

  • Il principio di prevenzione
  • Il principio gerarchico dei rifiuti
  • La prevenzione, preparazione per il Riutilizzo, Riciclo, Recupero, Smaltimento in discarica
  • La green economy
  • Il principio equo del “chi inquina paga”

La Commissione Europea ha stabilito che la corretta gestione dei Rifiuti deve rispettare una precisa gerarchia di azioni, che segue un ordine dettato dal livello di priorità e sostenibilità ambientale (all’art. 179 al comma 1 del D.lgs. 152/2006). Secondo tale principio la prevenzione deve essere attuata favorendo la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e facilitandone il riutilizzo, il riciclo e altre operazioni di recupero.

La terapia della Prevenzione, del Riutilizzo, del Riciclo e Recupero possono essere applicati quotidianamente sia nella gestione dei rifiuti urbani che speciali. Solo la corretta e costante gestione dei rifiuti consente il raggiungimento degli obiettivi europei.

Smaltimento dei rifiuti: qual è il sistema più efficace?

Il sistema della raccolta differenziata, che in Italia è conosciuto fin dal 1982, si basa sulla logica della differenziazione dei rifiuti con l’obiettivo di riservare ad ognuno di essi il trattamento di smaltimento più adatto ed efficiente. Il sistema di smaltimento rifiuti Lecce, a Milano o a Napoli è soggetto, a seconda delle disposizioni comunali, ad applicazioni dissimili. Le differenze, però, sono relative al solo aspetto della raccolta mentre il successivo smaltimento segue un iter standardizzato a seconda del tipo di materiale trattato.

I rifiuti organici

Per rifiuti organici si intendono gli avanzi di cucina, gli scarti alimentari ma anche stoviglie in plastica e tovaglioli unti di cibo. L’umido, solitamente raccolto 2 o 3 volte la settimana, è una risorsa preziosa che, una volta lavorata all’interno degli impianti di compostaggio, viene trasformata in compost (o composta), un fertilizzante ampiamente impiegato per inumidire il terreno.

Il processo di compostaggio per bio-ossidazione si struttura su due fasi: la prima, attiva, è quella in cui microrganismi, tramite idrolisi, scindono le riserve organiche più semplici da biodegradare. Durante la seconda fase, quella di maturazione, la frazione più restia alla bio-ossidazione viene compattata e umidificata per essere resa idonea all’impiego agricolo.

I rifiuti secchi

Con ‘secco’ si intendono tutti quei rifiuti che non possono essere smaltiti tramite sistemi di riciclo. In tal caso esistono due alternative: la discarica e l’inceneritore.

La discarica è un luogo di solo stoccaggio in cui i rifiuti sono ammassati previa suddivisione in base alla loro tipologia (resti edili, rifiuti non pericolosi, rifiuti pericolosi). Il sistema della discarica è quello più obsoleto e il più dannoso per l’ambiente.

La seconda possibilità è quella dell’inceneritore, dove i rifiuti vengono polverizzati tramite combustione e ridotti in cenere. La cenere può essere trasformata in vapore pulito e riutilizzabile come risorsa energetica: l’impianto che dispone di tale tecnologia è definito termovalorizzatore.

Il riciclo

Plastica, carta, vetro, metalli, legno e tessuti affrontano una fase di riciclo al termine del quale sono nuovamente trasformati in una risorsa utilizzabile. In tal modo, il ciclo di vita delle materie prime si allunga, con un duplice effetto positivo: abbattimento della produzione dei materiali di scarto e diminuzione del fabbisogno di nuove materie prime.