Arredo bagno in stile shabby chic: 5 consigli

Il bagno è una delle zone più importanti di un’abitazione, anche se spesso si commette l’errore di darne poca rilevanza. Se avete intenzione di arredare il vostro bagno con uno stile glamour, elegante e raffinato, allora dovete optare per un design shabby chic.
Questo stile si contraddistingue per le linee vintage, con componenti d’arredo di recupero e molta sobrietà.
Ma come si arreda un bagno in stile shabby chic?
Ve lo diciamo noi, in questa guida, attraverso 5 consigli.

1. Pareti tinteggiate

In un bagno shabby chic, il nostro consiglio è quello di non usare le piastrelle in ceramica per arredare le pareti, in quanto poco consone con questo stile. Optate per una classica vernice ed utilizzate sempre dei colori molto tenui. Noi vi consigliamo l’avorio, o il color crema. Se amate le tonalità pastello, potete osare anche con un azzurrino o un colore più rosato. Attenzione: mai tinte vivaci, ma sempre colori molto soft.

2. Mobili di recupero

I mobili di recupero sono un marchio di fabbrica dello stile shabby chic. Per procurarseli, basta andare in un negozio di antiquariato. Potreste trovare, ad esempio, un bellissimo mobile da utilizzare come porta asciugamani. O uno specchio antico a cui dar nuova vita. La cosa importante è svecchiare il più possibile i mobili, per dare un tocco retrò a tutto l’ambiente. Un consiglio: se non avete idea di quali componenti d’arredo utilizzare, fatevi aiutare da dei professionisti del shabby chic. Ce ne sono tanti in giro per l’Italia. Ad esempio, se abitate in Lombardia, cercate degli esperti che si occupano di arredamento shabby chic a Milano e l’effetto vintage sarà assicurato.

3. Usate una vasca

La vasca da bagno è un must nello shabby chic. Sicuramente può non essere funzionale come la doccia, ma certamente è pertinente con lo stile che avete scelto. Installare una vasca, possibilmente dalla struttura non troppo moderna, servirà a fare da collante con tutti i componenti d’arredo shabby chic che avete scelto. E poi, volete mettere un bel bagno caldo dopo una lunga giornata di lavoro?

4. Materiali shabby chic

Quali sono i materiali da utilizzare in un bagno shabby chic? Senza dubbio non può mancare il legno, davvero caratteristico e poco affine alla modernità. Inoltre, potete optare anche per i metalli, sia per l’appendiasciugamani che per il contenitore del sapone. Insomma, sta a voi decidere.

5. Accessori

Gli accessori sono la ciliegina sulla torta di ogni tipo di arredamento. Nel vostro bagno, potete sicuramente sbizzarrirvi. Potete, ad esempio, mettere alcuni vasi di fiori qua e là, in modo da donare un caratteristico profumo a tutto l’ambiente. Oppure, potete optare per delle classiche candele profumate e colorate, che tanto ricordano il design shabby chic. Largo alla fantasia insomma!

Come organizzare un concorso di fotografia: 5 utili consigli

La fotografia è un’arte apprezzata in tutto il mondo e sono tanti gli aspiranti fotografi che decidono di partecipare a concorsi e contest per tentare di farsi conoscere.

Organizzare un concorso di fotografia, però, è tutto tranne che difficile: il segreto sta nell’organizzazione e in una buona disciplina nel gestire le diverse fasi del contest. Volete qualche dritta? Ecco 5 consigli su come organizzare un concorso di fotografia.

1. Scegliete il tema

Volete organizzare un concorso a tema libero? Oppure preferite che i partecipanti si cimentino nelle foto astratte? Bisogna solo scegliere. Individuare un tema significa far capire all’aspirante fotografo cosa deve fare, le location da cercare e l’impegno che ci dovrà mettere. Se il vostro tema è troppo ampio, potete anche individuare delle sottocategorie. In questo modo il photocontest risulterebbe omogeneo ma anche diversificato.

2. Scegliete la giuria

I giudici sono molto importanti all’interno di un concorso, ma lo sono ancora di più se si parla di fotografia. Scegliete persone competenti, che garantiscano imparzialità e obiettività. Potete chiamare un esperto di fotografia o chi possiede uno studio fotografico. Mai come in questo caso è fondamentale la professionalità dei giudici che sceglierete.

3. Pubblicizzate il concorso<7h3>

È la fase più importante. Cercate di far conoscere la vostra iniziativa il più possibile. Stampate poster, volantini, distribuiteli nei luoghi pubblici, negozi o nelle scuole. Potete anche creare degli eventi su Facebook o su altri social media. Questo faciliterà il passaparola e piano piano il vostro concorso si divulgherà anche tra chi è meno interessato.

4. Decidete il premio

Ogni concorso che si rispetti ha bisogno di un premio. Cercate di capire quale possa essere la ricompensa migliore per chi vince il vostro contest. Potreste optare per una coppa, ad esempio. In questo caso, individuate qualche azienda sul territorio. Ad esempio, se decidete di indire un concorso in Puglia, rintracciate un’azienda che si occupi di realizzazione e personalizzazione di trofei a Bari, Lecce e Taranto.

5. Raccogliete i vari lavori e proclamate il vincitore

La data ultima di scadenza è arrivata? È il momento di raccogliere i lavori dei partecipanti. Organizzateli bene e cercate di porvi un certo ordine. Assicuratevi che ci siano tutte le informazioni anagrafiche dei partecipanti e fateli esaminare dalla commissione. I tempi potrebbero essere lunghi, specificatelo nei volantini o nel bando del vostro concorso.

Dopodiché, individuato il vincitore, organizzate una serata per effettuare la proclamazione e premiare il vincitore del concorso.

4 segreti per scegliere un lampadario a sospensione

Quante volte vi è capitato di ammirare dei bellissimi lampadari a sospensione e pensare di volerne anche voi uno simile a casa vostra? I lampadari a sospensione sono graziosi oggetti d’arredo che donano un tocco in più alla luminosità di una stanza. L’errore, però, è sempre dietro l’angolo. Vi sarà capitato anche a voi di trovarvi davanti lampadari dalla luminosità o grandezza sbagliata, soprattutto se la loro tipologia è a sospensione.

Per questa ragione abbiamo deciso di svelarvi quali sono i 4 segreti per scegliere il lampadario a sospensione che più fa al caso vostro.

1. Valutate il soffitto

La vostra casa ha un soffitto molto alto? Allora il lampadario a sospensione è perfetto per voi. In questo caso potete sceglierlo anche molto grande, in quanto dona un tocco in più al vostro ambiente. Se invece il soffitto è relativamente basso, potete comunque optare per questa tipologia di lampadario. L’effetto è assicurato: la vostra stanza ricorderà uno dei tipici loft americani, accoglienti e di tendenza.

2. Valutate la sua luminosità

La luminosità non può essere sempre la stessa per ogni tipo di lampadario e per ogni stanza. Avete intenzione di inserire questo oggetto d’arredo nella vostra camera da letto? Il nostro consiglio è quello di optare per una luce soffusa ma sempre molto gradevole. Volete invece utilizzarlo in salotto? In questo caso potete anche optare per una luminosità più incisiva che possa ammaliare e colpire i vostri ospiti.

3. Attenzione alla lunghezza

Il lampadario a sospensione necessita di una grande accortezza nel momento in cui si sceglie la sua lunghezza. Di norma, il lampadario dovrebbe detenere non meno di un quarto della distanza tra soffitto e pavimento. Abbiate cura di valutare la lunghezza per non incorrere in inconvenienti dovuti a scarsa luminosità.

4. Sbizzarritevi!

Nel mercato della vendita lampadari online, esistono diverse tipologie di elementi d’arredo. Per questa ragione, il nostro consiglio è: osate il più possibile. La vostra casa deve differenziarsi dalle altre anche per l’originalità dell’arredo e per il vostro gusto personale. Evitate di optare per i soliti lampadari già visti e rivisti troppe volte. Se, ad esempio, avete intenzione di arredare la vostra stanza con un design molto semplice ed essenziale, il vostro lampadario a sospensione dovrà essere l’assoluto protagonista. Quindi, sbizzarritevi!

La corretta gestione dei rifiuti

Il problema dei rifiuti è gravoso per tutti: amministrazioni, privati e società di smaltimento. La regolamentazione è molto rigida ed impone regole ben precise per il trattamento dei rifiuti e per il loro smaltimento ecco perché è necessario rivolgersi, soprattutto per le azienda, a esperti del settore che siano in grado di offrire una consulenza mirata e che possano aiutare gli addetti a non incorrere in sanzioni amministrative.

Soprattutto uffici e aziende dovrebbero avere un consulente che possa indirizzarli nella corretta gestione dei rifiuti. Per saperne di più www.consulenza.novaecologica.it

Le normative per la gestione rifiuti

La corretta gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, di origine urbana o speciale, è alla base dei principi che l’Unione Europea ha indicato in specifici Regolamenti e Direttive. Ciascuno Stato Membro, tra cui l’Italia, ha dovuto recepire i principi sanciti dall’Unione Europea con una specifica normativa per la gestione dei rifiuti. Passare dalla teoria all’applicazione pratica della normativa non è sempre così semplice.

Per una corretta gestione dei rifiuti è necessario seguire:

  • Istruzioni Operative per la Gestione dei Rifiuti: Formulario, Registro di Carico/Scarico, Sistri
  • Le normative sui toner: ciclo di vita ed esausti
  • I Codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) prodotti in ufficio
  • La Direttiva Europea per la Gestione dei Rifiuti
  • La Direttiva 2008/98/CE e nel 2014 al Regolamento 2014/955/UE
  • Norme su recupero e il riciclaggio

I principi dell’Unione Europea

Nel 2013 il Ministero dell’Ambiente italiano approva il Primo Programma d’Azione Nazionale con il quale fissa fondamentali obiettivi di prevenzione da realizzare entro il 2020 in linea con gli Obiettivi dell’Unione Europea seguendo:

  • Il principio di prevenzione
  • Il principio gerarchico dei rifiuti
  • La prevenzione, preparazione per il Riutilizzo, Riciclo, Recupero, Smaltimento in discarica
  • La green economy
  • Il principio equo del “chi inquina paga”

La Commissione Europea ha stabilito che la corretta gestione dei Rifiuti deve rispettare una precisa gerarchia di azioni, che segue un ordine dettato dal livello di priorità e sostenibilità ambientale (all’art. 179 al comma 1 del D.lgs. 152/2006). Secondo tale principio la prevenzione deve essere attuata favorendo la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e facilitandone il riutilizzo, il riciclo e altre operazioni di recupero.

La terapia della Prevenzione, del Riutilizzo, del Riciclo e Recupero possono essere applicati quotidianamente sia nella gestione dei rifiuti urbani che speciali. Solo la corretta e costante gestione dei rifiuti consente il raggiungimento degli obiettivi europei.

Cartucce per stampanti: le alternative low cost

Le cartucce per stampanti utilizzate per ricaricare i dispositivi che utilizzano la tecnologia a getto d’inchiostro presentano la problematica del costo d’acquisto: un recente studio di un’associazione per i consumatori ha messo in evidenza come l’acquisto dei quattro colori, nero, ciano giallo e magenta, può richiedere un costo persino superiore a quello richiesto per l’acquisto del dispositivo. Per fortuna degli utenti, però, esistono diverse alternative a basso costo all’acquisto delle cartucce originali: scopriamole.

Cartucce compatibili

Le cartucce compatibili per stampanti sono versioni in grado di funzionare su diversi modelli di stampante (a differenza delle cartucce originali) e sono realizzate da aziende private che non hanno nulla a che vedere con i colossi che producono il dispositivo di stampa. La qualità della stampa delle cartucce compatibili varia a seconda del prodotto: in alcuni casi le prestazioni sono quasi indistinguibili da quelle delle originali, con i prodotti più scarsi il gap si acuisce. La problematica principale delle compatibili sta nella possibilità che la stampante non riconosca la presenza della cartuccia, costringendo a una ulteriore sostituzione. Va considerata falsa la credenza secondo cui l’utilizzo di cartucce non originali possa danneggiare il dispositivo.

Cartucce rigenerate

Le cartucce rigenerate sono ottenute dal recupero di serbatoi originali giunti a esaurimento. Essi vengono raccolti, riparati nei componenti danneggiati, ricaricati con nuovo inchiostro e reintrodotti sul mercato. Si tratta di una soluzione economica, efficiente e rispettosa dall’ambiente. Le cartucce per stampanti sono prodotti di difficile smaltimento e che, in tal modo, vedono allungarsi il proprio ciclo di vita. Le prestazioni delle recell sono quasi del tutto paragonabili a quelle delle originali, a fronte, però, di un costo nettamente più basso.

Kit di ricarica fai da te

La soluzione più economica in assoluto, ma anche la più complicata da gestire, è rappresentata dall’acquisto del kit di ricarica fai da te. Esso consiste in un set composto da siringa, boccetta d’inchiostro e guanti in silicone, utile per provvedere all’inserimento di nuovo inchiostro direttamente all’interno della cartuccia. La procedura standard di ricarica prevede la rimozione del tappino che serra la cartuccia per l’introduzione della siringa con l’inchiostro. Ogni modello di cartuccia, però, prevede un proprio sistema di ricarica e, prima di procedere, è bene ricercare su internet informazioni specifiche.

5 ricette con cui aromatizzare l’olio extravergine d’oliva

Siete stanchi di utilizzare sempre lo stesso olio d’oliva dal sapore un po’ scontato? A volte basta semplicemente essere un po’ originali per dare un tocco in più a vostri piatti.

Attualmente, sta prendendo sempre più piede la moda di aromatizzare l’olio d’oliva con i gusti più disparati, che vanno dal classico aglio al sapore più aromatico dello zenzero.

Un consiglio: acquistate olio rigorosamente di qualità prima di aromatizzarlo. Fate un’accurata ricerca delle vostre zone. Ad esempio, se siete pugliesi, cercate degli oleifici che si occupino di vendita olio extravergine di oliva in Puglia e successivamente valutatene la qualità. Solo in questo modo potrete ottenere degli ottimi oli aromatizzati.

Se avete voglia di provare qualcosa di nuovo, eccovi 5 ricette con cui aromatizzare l’olio extravergine d’oliva.

1. Olio extravergine d’oliva all’arancia

Se amate i sapori agrumati, l’olio extravergine all’arancia è ciò che fa per voi. Prendete delle arance, sbucciatele. Essiccate la buccia e successivamente inseritela nella bottiglia dell’olio per aromatizzarlo. L’essiccazione è un processo molto importante in quanto permette di rilasciare i liquidi interni della scorza che rischierebbero di far diventare il vostro olio eccessivamente liquido.Quando usarlo? L’olio all’arancia è l’ideale se volete condire il pesce o semplici insalate.

2. Olio extravergine d’oliva all’aglio

È un grande classico ed è la base di tante preparazioni. In questo caso dovete semplicemente prendere degli spicchi d’aglio e lasciarli aromatizzare nell’olio extravergine per qualche mese, accompagnandolo magari con qualche erbetta di stagione. Dopodiché, filtrate il tutto. Per un bottiglia di olio servono all’incirca 14 spicchi di aglio, per cui fatene una scorta. Questo tipo di aroma è l’ideale per condire bruschette, pizze o insalate.

3. Olio extravergine d’oliva al peperoncino

Questo genere di olio è perfetto se amate i gusti piccanti. In questo caso si possono usare sia peperoncini freschi che secchi. Lavateli sotto l’acqua corrente (se freschi!) e successivamente tritateli. Lasciateli macerare nell’olio extravergine per più di un mese senza buttare i semini in quanto sono fondamentali per l’aroma piccante. Dopodiché basterà semplicemente filtrare il liquido. Il consiglio è quello di usare l’olio al peperoncino per condire la pizza ma anche gustosi piatti di carne.

4. Olio extravergine d’oliva al rosmarino

L’olio extravergine al rosmarino è molto semplice da preparare: vi basterà procurarvi 3-4 rametti e un litro d’olio. Lasciateli macerare e il gioco è fatto! Dopo un mesetto, filtrate il tutto e conservatelo. Questo tipo di olio è l’ideale per condire tutte le tipologie di carne, e in particolare gli arrosti.

5. Olio extravergine d’oliva allo zenzero

Amate i sapori esotici? Allora l’olio extravergine allo zenzero è ciò che fa per voi. Anche in questo caso, la preparazione è relativamente molto semplice: procuratevi 80 grammi di radice di zenzero e lasciatela macerare in una bottiglia da un litro di olio extravergine d’oliva. Il risultato sarà un olio dal sapore molto forte e perfetto per piatti molto etnici.