Come organizzare un concorso di fotografia: 5 utili consigli

La fotografia è un’arte apprezzata in tutto il mondo e sono tanti gli aspiranti fotografi che decidono di partecipare a concorsi e contest per tentare di farsi conoscere.

Organizzare un concorso di fotografia, però, è tutto tranne che difficile: il segreto sta nell’organizzazione e in una buona disciplina nel gestire le diverse fasi del contest. Volete qualche dritta? Ecco 5 consigli su come organizzare un concorso di fotografia.

1. Scegliete il tema

Volete organizzare un concorso a tema libero? Oppure preferite che i partecipanti si cimentino nelle foto astratte? Bisogna solo scegliere. Individuare un tema significa far capire all’aspirante fotografo cosa deve fare, le location da cercare e l’impegno che ci dovrà mettere. Se il vostro tema è troppo ampio, potete anche individuare delle sottocategorie. In questo modo il photocontest risulterebbe omogeneo ma anche diversificato.

2. Scegliete la giuria

I giudici sono molto importanti all’interno di un concorso, ma lo sono ancora di più se si parla di fotografia. Scegliete persone competenti, che garantiscano imparzialità e obiettività. Potete chiamare un esperto di fotografia o chi possiede uno studio fotografico. Mai come in questo caso è fondamentale la professionalità dei giudici che sceglierete.

3. Pubblicizzate il concorso<7h3>

È la fase più importante. Cercate di far conoscere la vostra iniziativa il più possibile. Stampate poster, volantini, distribuiteli nei luoghi pubblici, negozi o nelle scuole. Potete anche creare degli eventi su Facebook o su altri social media. Questo faciliterà il passaparola e piano piano il vostro concorso si divulgherà anche tra chi è meno interessato.

4. Decidete il premio

Ogni concorso che si rispetti ha bisogno di un premio. Cercate di capire quale possa essere la ricompensa migliore per chi vince il vostro contest. Potreste optare per una coppa, ad esempio. In questo caso, individuate qualche azienda sul territorio. Ad esempio, se decidete di indire un concorso in Puglia, rintracciate un’azienda che si occupi di realizzazione e personalizzazione di trofei a Bari, Lecce e Taranto.

5. Raccogliete i vari lavori e proclamate il vincitore

La data ultima di scadenza è arrivata? È il momento di raccogliere i lavori dei partecipanti. Organizzateli bene e cercate di porvi un certo ordine. Assicuratevi che ci siano tutte le informazioni anagrafiche dei partecipanti e fateli esaminare dalla commissione. I tempi potrebbero essere lunghi, specificatelo nei volantini o nel bando del vostro concorso.

Dopodiché, individuato il vincitore, organizzate una serata per effettuare la proclamazione e premiare il vincitore del concorso.

La corretta gestione dei rifiuti

Il problema dei rifiuti è gravoso per tutti: amministrazioni, privati e società di smaltimento. La regolamentazione è molto rigida ed impone regole ben precise per il trattamento dei rifiuti e per il loro smaltimento ecco perché è necessario rivolgersi, soprattutto per le azienda, a esperti del settore che siano in grado di offrire una consulenza mirata e che possano aiutare gli addetti a non incorrere in sanzioni amministrative.

Soprattutto uffici e aziende dovrebbero avere un consulente che possa indirizzarli nella corretta gestione dei rifiuti. Per saperne di più www.consulenza.novaecologica.it

Le normative per la gestione rifiuti

La corretta gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, di origine urbana o speciale, è alla base dei principi che l’Unione Europea ha indicato in specifici Regolamenti e Direttive. Ciascuno Stato Membro, tra cui l’Italia, ha dovuto recepire i principi sanciti dall’Unione Europea con una specifica normativa per la gestione dei rifiuti. Passare dalla teoria all’applicazione pratica della normativa non è sempre così semplice.

Per una corretta gestione dei rifiuti è necessario seguire:

  • Istruzioni Operative per la Gestione dei Rifiuti: Formulario, Registro di Carico/Scarico, Sistri
  • Le normative sui toner: ciclo di vita ed esausti
  • I Codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) prodotti in ufficio
  • La Direttiva Europea per la Gestione dei Rifiuti
  • La Direttiva 2008/98/CE e nel 2014 al Regolamento 2014/955/UE
  • Norme su recupero e il riciclaggio

I principi dell’Unione Europea

Nel 2013 il Ministero dell’Ambiente italiano approva il Primo Programma d’Azione Nazionale con il quale fissa fondamentali obiettivi di prevenzione da realizzare entro il 2020 in linea con gli Obiettivi dell’Unione Europea seguendo:

  • Il principio di prevenzione
  • Il principio gerarchico dei rifiuti
  • La prevenzione, preparazione per il Riutilizzo, Riciclo, Recupero, Smaltimento in discarica
  • La green economy
  • Il principio equo del “chi inquina paga”

La Commissione Europea ha stabilito che la corretta gestione dei Rifiuti deve rispettare una precisa gerarchia di azioni, che segue un ordine dettato dal livello di priorità e sostenibilità ambientale (all’art. 179 al comma 1 del D.lgs. 152/2006). Secondo tale principio la prevenzione deve essere attuata favorendo la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e facilitandone il riutilizzo, il riciclo e altre operazioni di recupero.

La terapia della Prevenzione, del Riutilizzo, del Riciclo e Recupero possono essere applicati quotidianamente sia nella gestione dei rifiuti urbani che speciali. Solo la corretta e costante gestione dei rifiuti consente il raggiungimento degli obiettivi europei.

5 ricette con cui aromatizzare l’olio extravergine d’oliva

Siete stanchi di utilizzare sempre lo stesso olio d’oliva dal sapore un po’ scontato? A volte basta semplicemente essere un po’ originali per dare un tocco in più a vostri piatti.

Attualmente, sta prendendo sempre più piede la moda di aromatizzare l’olio d’oliva con i gusti più disparati, che vanno dal classico aglio al sapore più aromatico dello zenzero.

Un consiglio: acquistate olio rigorosamente di qualità prima di aromatizzarlo. Fate un’accurata ricerca delle vostre zone. Ad esempio, se siete pugliesi, cercate degli oleifici che si occupino di vendita olio extravergine di oliva in Puglia e successivamente valutatene la qualità. Solo in questo modo potrete ottenere degli ottimi oli aromatizzati.

Se avete voglia di provare qualcosa di nuovo, eccovi 5 ricette con cui aromatizzare l’olio extravergine d’oliva.

1. Olio extravergine d’oliva all’arancia

Se amate i sapori agrumati, l’olio extravergine all’arancia è ciò che fa per voi. Prendete delle arance, sbucciatele. Essiccate la buccia e successivamente inseritela nella bottiglia dell’olio per aromatizzarlo. L’essiccazione è un processo molto importante in quanto permette di rilasciare i liquidi interni della scorza che rischierebbero di far diventare il vostro olio eccessivamente liquido.Quando usarlo? L’olio all’arancia è l’ideale se volete condire il pesce o semplici insalate.

2. Olio extravergine d’oliva all’aglio

È un grande classico ed è la base di tante preparazioni. In questo caso dovete semplicemente prendere degli spicchi d’aglio e lasciarli aromatizzare nell’olio extravergine per qualche mese, accompagnandolo magari con qualche erbetta di stagione. Dopodiché, filtrate il tutto. Per un bottiglia di olio servono all’incirca 14 spicchi di aglio, per cui fatene una scorta. Questo tipo di aroma è l’ideale per condire bruschette, pizze o insalate.

3. Olio extravergine d’oliva al peperoncino

Questo genere di olio è perfetto se amate i gusti piccanti. In questo caso si possono usare sia peperoncini freschi che secchi. Lavateli sotto l’acqua corrente (se freschi!) e successivamente tritateli. Lasciateli macerare nell’olio extravergine per più di un mese senza buttare i semini in quanto sono fondamentali per l’aroma piccante. Dopodiché basterà semplicemente filtrare il liquido. Il consiglio è quello di usare l’olio al peperoncino per condire la pizza ma anche gustosi piatti di carne.

4. Olio extravergine d’oliva al rosmarino

L’olio extravergine al rosmarino è molto semplice da preparare: vi basterà procurarvi 3-4 rametti e un litro d’olio. Lasciateli macerare e il gioco è fatto! Dopo un mesetto, filtrate il tutto e conservatelo. Questo tipo di olio è l’ideale per condire tutte le tipologie di carne, e in particolare gli arrosti.

5. Olio extravergine d’oliva allo zenzero

Amate i sapori esotici? Allora l’olio extravergine allo zenzero è ciò che fa per voi. Anche in questo caso, la preparazione è relativamente molto semplice: procuratevi 80 grammi di radice di zenzero e lasciatela macerare in una bottiglia da un litro di olio extravergine d’oliva. Il risultato sarà un olio dal sapore molto forte e perfetto per piatti molto etnici.

Differenza tra processo civile, penale e amministrativo

Avete bisogno di una consulenza legale online ma prima volete schiarirvi un po’ le idee per quanto concerne la tipologia del vostro caso in questione? Magari non lo sapete, ma in Giurisprudenza esistono 3 diverse tipologie di casi e quindi di processi: civile, penale e amministrativo. Le differenze tra i tre si basano sostanzialmente sulla materia del processo: può essere un dissidio civile o amministrativo, o un reato penale.

In questa guida vi spiegheremo quali sono le differenza tra un processo civile, penale e amministrativo, chi sono i protagonisti e quali dovrebbero essere le tempistiche.

Processo civile

Il processo civile si occupa di dissidi tra persone e quindi tra privati. I protagonisti sono principalmente tre: l’attore, che avvia il processo in quanto dichiara di aver subito un torto; il convenuto, l’avversario che avrebbe commesso il torto in questione; e il giudice, che emette una sentenza dopo aver ascoltato le ragione di entrambe le parti. Al fine di emanare un giudizio, il giudice deve conoscere le relative fondamenta della causa in questione, acquisendo anche relative prove, se necessario.

Processo penale

Nel processo penale, invece, la causa principale è il reato che viene commesso da una persona e che viene contestato dallo Stato. In questo caso, l’imputato che ha commesso il reato può essere condannato al risarcimento o al pagamento di una multa o, nei casi più gravi, alla reclusione. Il processo privato è suddiviso in diverse fasi, cioè il processo di primo grado e quello di appello, in aggiunta vi è anche il grado di legittimità: l’imputato può decidere di ricorrere alla Cassazione o anche impugnare le carte e chiedere la revisione del processo.

Il processo penale può essere accusatorio: in questo caso il giudice è imparziale e valuta l’imputato e chi lo accusa sulla base di prove e testimonianze; oppure inquisitorio: il giudice e l’accusatorio diventano la stessa persona, dato che non è presente una figura fisica che accusa l’imputato e sono gli inquirenti a richiedere un processo.

Processo amministrativo

Il processo amministrativo si svolge sempre presso Tribunali amministrativi regionali come il TAR o davanti alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato. In questo caso, gli attori sono il ricorrente, che ritiene di essere leso da un ente amministrativo e la parte resistente, spesso un amministrazione. Il giudice, sulla base delle prove, ha lo scopo di risolvere la controversia.

Bomboniere da matrimonio: ecco le 5 idee più originali

Ogni matrimonio che si rispetti, comporta l’omaggio delle bomboniere da dare agli invitati. La bomboniera è un po’ il ricordo della giornata ed è un qualcosa che rimane per sempre a chiunque abbia partecipato al vostro giorno più importante. La scelta non è semplice, per questo un utile consiglio, è quello di affidarvi ad un wedding planner che vi possa aiutare a compiere la scelta giusta. Ad esempio, se siete di Roma, cercate delle wedding planner che conoscano negozi stravaganti che si occupano di bomboniere. Se invece vivete a Catania, perché non cercare delle wedding planner in Sicilia che conoscano appieno non solo la vostra città ma anche quelle limitrofe?

Se invece volete fare da soli, eccovi di seguito le 5 idee più originali utilizzate come bomboniere da matrimonio.

1. Un libro

Ovviamente non si parla del best- seller del momento, ma di un libro che racconti la vostra storia, scritta magari da un professionista. Potete decidere di riempirlo con testi delle vostre canzoni, poesie o fotografie che testimonino come si è sviluppato il vostro rapporto. Importante sarà la copertina: cercate di renderla personalizzata il più possibile.

2. Bomboniera.. da mangiare

Negli ultimi anni, la cucina impazza in tanti contesti. Perchè non creare una bomboniera “che si mangi”? Un esempio potrebbe essere un vasetto di miele, di marmellata fatta in casa o di liquore… insomma, prodotti a lunga conservazione ovviamente! Affidatevi a delle aziende artigianali e di fiducia, che possano magari ricreare un gusto originale che ricordi il “sapore” del vostro rapporto.

3. Bomboniera profumata

Dopo la bomboniera che si mangia, perchè invece non optare per quella che si odora? Esistono in commercio delle graziose bomboniere di porcellana con all’interno delle particolari fragranze che permettono di profumare ambienti della casa. Potreste optare per dei profumi dolciastri o fruttati, ad esempio. In questo modo, la bomboniera, oltre che originale, sarà anche utile nell’ambiente domestico.

4. Bomboniera green

Molto in voga è la bomboniera a sostenibilità ambientale. Potete utilizzare delle piantine grasse, di forme e significati diversi, da distribuire a caso ai vostri invitati. Ovviamente, optate per delle piante da interno che abbiano dei significati profondi e che non necessitino di eccessive cure.

5. Bomboniera solidale

Se avete voglia di aiutare le persone meno fortunate, allora la bomboniera solidale è ciò che fa per voi! Cercate qualche associazione benefica e richiedete una collaborazione: potreste ad esempio chiedere ai vostri invitati una quota da devolvere in beneficenza offrendo come bomboniera il gadget personalizzato della vostra associazione. Aggiungetevi un po’ di confetti e sicuramente il successo sarà assicurato!

Cremazione, come e dove poter spargere le ceneri

Gli ultimi anni hanno visto una considerevole diffusione del rito della cremazione tra persone di diverso credo e cultura. Una pratica che consente di poter bruciare il corpo di un defunto, raccoglierne le ceneri e poi conservarle o disperderle in luoghi prescelti e soprattutto cari. Se la cremazione Roma o in altre località italiane ormai si può svolgere senza particolari problemi, tuttavia la dispersione delle ceneri può comportare invece delle difficoltà o comunque delle limitazioni.

Mentre infatti in altri Paesi spargere le ceneri di un proprio caro defunto all’aperto e in diversi luoghi è consentito da molto tempo, in Italia tale libertà, fino a qualche anno fa, era negata o comunque limitata. Infatti si potevano conservare le ceneri all’interno di un’urna cineraria, ma questa doveva essere posta in appositi spazi cimiteriali. Negli ultimi anni, tuttavia, anche il nostro Paese si è adeguato, sia pur con diverse restrizioni, alle modalità di dispersione consentite in altri Stati.

Al giorno d’oggi, se una persona decidesse di voler essere cremato dopo la sua morte, tale rito deve essere richiesto espressamente dalla persona stessa attraverso un apposito documento scritto. In seguito al decesso di questa, può avvenire la cremazione e, successivamente, la conservazione delle ceneri in un’urna posta in un’abitazione privata oppure la loro dispersione, tuttavia previa autorizzazione dell’ufficio comunale di Stato civile e sempre sulla base di un’antecedente espressa volontà scritta del defunto.

La dispersione delle ceneri può essere effettuata soltanto da soggetti specifici: dai congiunti, da un esecutore testamentario, dal rappresentante legale di un’associazione per la cremazione a cui il defunto era regolarmene iscritto oppure, in assenza di tali figure, da un addetto autorizzato dal Comune ed in luoghi cari ma comunque pur sempre limitati e prestabiliti. In particolare, all’interno di aree cimiteriali a ciò predisposte ed adibite; all’aperto in aree private, a seguito comunque del consenso dei proprietari di queste.

E’ possibile disperdere queste ceneri anche in luoghi immersi nella natura: nei pressi delle montagne, ma ad almeno 200 metri da eventuali centri abitati; in mare ad oltre 500 metri dalla costa; nei pressi di laghi e fiumi, ma lontano almeno 100 metri dalla riva e purché non vi siano presenti strutture e natanti. Il rito della dispersione delle ceneri è totalmente vietato invece all’interno dei centri abitati.

In caso di indagini giudiziarie, prima che avvenga la cremazione del corpo di un defunto, il medico necroscopo può prelevare, per varie necessità, campioni biologici di pelle o capelli e poterli conservare per almeno dieci anni dal momento del decesso del soggetto. Tutto ciò al fine di poter individuare e classificarne il Dna.