Urna cineraria, tutto quello che c’è da sapere

Si dice urna cineraria ma dietro c’è un mondo intero da scoprire. Ne esistono svariate tipologie che assolvono tutte alla funzione primaria, ovvero quella di raccogliere le ceneri di una persona venuta a mancare. L’urna può essere di diversi materiali, come la pietra o anche il marmo, ma anche il bronzo e la ceramica, così come il vetro e l’alabastro. In genere si tratta di un vaso che ha forma circolare ed è costituito da una base più ampia, di forma concava, che raccoglie le ceneri funerarie.L’urna ha anche un coperchio che viene sigillato e saldato al resto del vaso. La saldatura è indispensabile affinché le ceneri del defunto non siano disperse in modalità non previste dalla legge. La normativa vigente, infatti, non consente di disperdere le ceneri funerarie senza l’autorizzazione delle autorità preposte. Infine ,sul fronte dell’urna possono essere indicati i dati anagrafici del defunto.

Urna cineraria, come sceglierla

Le imprese funebri che si occupano della gestione del funerale, di cremazione e di tumulazione ,come Verano Servizi, offrono in genere ai propri clienti una vasta gamma di urne cinerarie, in materiali differenti e di tipologie anche molto diverse tra loro. Inoltre, spesso, viene data anche la possibilità di una reale personalizzazione dell’urna, che è sempre molto apprezzata. Ad esempio, potremmo preferire un’urna funeraria realizzata in e magari intarsiata con delle decorazioni particolari e simboliche.

Urna cineraria, dove collocarla

L’urna cineraria che secondo quanto disposto dalla legge deve essere costituita da materiale infrangibile, andrà collocata dove prevede la normativa. Nello specifico, un’urna cineraria può essere collocata dentro o anche fuori dal cimitero e in altro luogo. Tuttavia, in quest’ultimo caso, è la legge a prevedere le collocazioni.

Viene infatti consentita, in via ordinaria, la collocazione fuori dal cimitero:

  • in caso di tumulazione nella cappella gentilizia (esterna al cimitero);
  • nel caso in cui le ceneri siano affidate alla famiglia per la loro conservazione;
  • nel caso di una sepoltura privilegiata in edifici pubblici, luoghi di culto.

La tumulazione al cimitero

Quando, invece, l’urna cineraria viene collocata nel cimitero, si può provvedere alla tumulazione dentro una nicchia, un loculo o comunque uno spazio adibito a questa funziona all’interno della struttura cimiteriale. È il Comune a decidere le tariffe relative alla conservazione dell’urna cineraria dentro il cimitero, sia che si tratti di un privato che di un’associazione.

Come agisce lo stalker: comportamenti e cosa fare

Per stalking si intende tutta una serie di atti persecutori attuati da uno stalker nei confronti della propria vittima. Gli atti non sono chiamati a caso persecutori: di fatti la preda molto spesso subisce una vera e propria intrusione costante del predatore nella propria vita, arrivando addirittura a minacciarla e a perseguitarla in ogni modo.
Per riuscire a sfuggire dalle grinfie del proprio carnefice, è estremamente importante aprire gli occhi e riconoscere gli atti persecutori attuati da questo individuo. Come? Ecco alcune delle mosse più comuni.

1. Lo stalker perseguita

Una delle azioni più comuni attuate dallo stalker riguarda il perseguimento. Un carnefice perseguita la vittima, la segue ovunque e diventa quasi la sua ombra senza nemmeno riuscire a rendere consapevole la sua preda. Lo fa perché desidera avere il controllo della sua vittima, sapere cosa fa, i suoi spostamenti e soprattutto se incontra o esce con qualcuno. Capire se si è perseguitati è molto semplice: basta percorrere strade alternative con la macchina e soprattutto guardarsi le spalle, soprattutto quando si è in posti isolati.

2. Lo stalker contatta costantemente la vittima

Ad uno stalker non basta seguire la sua vittima ma desidera anche entrarci in contatto. I mezzi spesso più utilizzati sono il cellulare, il telefono di casa, la posta elettronica ed in ultimo anche i social network. Ovviamente per contatto costante si intende una chiamata, un messaggio o una mail almeno 4 volte al giorno. Lo stalker, poi, lavora moltissimo anche sulla persuasione della sua vittima: la convince che non ha scampo e che la perseguiterà per sempre o perlomeno finché non farà quello che lui dice.

Cosa fare se si è vittime di stalking?

Se pensate di esser vittime di stalking è necessario denunciare anche se sappiamo che non è certamente cosa facile. Di fatti, sarebbe bene chiamare il 113, il telefono rosa o anche i centri che si occupano di assistenza legale vittime violenza. Reagire, seppur sia difficile, è la soluzione migliore per riuscire a contrastare il proprio stalker e riottenere la propria e giusta libertà. Se non riuscite a farlo, perlomeno sfogatevi con qualcuno in modo da alleggerire il vostro peso e dar conoscenza della vostra situazione anche a qualcun altro.

Come eliminare le borse sotto gli occhi: rimedi naturali e non

Da un po’ di tempo notate delle borse sotto gli occhi e vi piacerebbe trovare dei rimedi per eliminarle? Partiamo col dire che queste borse non solo altro che degli accumuli di liquidi che si posizionano proprio nelle zone a ridosso degli occhi e ne creano giustappunto un fastidioso effetto estetico. Le cause possono essere differenti: dalla ritenzione idrica, a dei semplici fattori ormonali passando per genetica o cattiva alimentazione.
Ebbene, se volete risolvere questo annoso problema in fretta e furia, ecco alcuni consigli pratici per dire addio a queste fastidiose ed antiestetiche borse.

1. Curate il vostro sonno

Può sembrare incredibile, ma dormire male può davvero accrescere le proprie borse sotto gli occhi. Cercate di dormire il giusto senza fare per troppo tempo le ore piccole, e soprattutto curate la qualità delle vostre dormite. Usate un cuscino morbido e che vi permetta di riposare con la testa leggermente sollevata. Inoltre, attenzione anche al tipo di cuscino: deve essere in grado di proteggere la vostra zona cervicale senza però compromettere la qualità del vostro sonno. State pur certi che curando questo aspetto riuscirete a far riassorbire le borse sotto gli occhi.

2. Fate impacchi di acqua calda e acqua fredda

Solitamente, gli impacchi aiutano davvero a tonificare la pelle e a far attutire il gonfiore delle occhiaie. Ebbene, al risveglio cercate di fare degli impacchi di acqua calda ed acqua fredda ogni giorno. Bastano solo 4 minuti. Iniziate con quello caldo, poi seguite col freddo e così via. Ogni impacco dovrà agire per 1 minuto ciascuno, poi basterà lavarsi la faccia e proseguire con la propria giornata.

3. Affidatevi ad un chirurgo estetico

Se i rimedi sopra elencati non vi soddisfano o comunque desiderate un rimedio veloce e sicuro, allora non dovete far altro che recarvi da un chirurgo plastico e richiedere un intevento di blefaroplastica. Questa operazione è molto semplice e rapida: viene applicato un piccolo taglietto nella zona sottostante l’occhio in modo da far uscire grasso e liquidi. È bene sottolineare che non tutte le donne possono richiedere questa operazione, per cui sarebbe bene provare all’inizio dei rimedi naturali ed indolore, prima di contattare un chirurgo plastico Verona.

Rischio elettrico sul lavoro: cos’è e come proteggersi

Il rischio elettrico sul lavoro è uno dei rischi classici da cui bisogna essere in grado di proteggersi, perché può avere delle conseguenze molto gravi sulla salute. Questo rischio è presente in tutti i luoghi di lavoro in cui sia presente almeno una fonte di alimentazione elettrica, non è difficile dunque che si possa essere esposti al rischio e possiamo dire che si ritrova in quasi tutti i luoghi di lavoro. E’ indubbio però che ci siano delle categorie di lavoratori maggiormente esposte al rischio elettrico sul lavoro ed è fondamentale allora capire cos’è e come fare per proteggersi in modo efficace.

Consci della pericolosità del rischio elettrico sul lavoro, è stata divulgata una normativa specifica, che deve essere attuata correttamente in tutti quegli ambiti in cui il rischio elettrico è effettivamente presente. Si pensi, ad esempio, al settore edile, al settore metalmeccanico ed al settore sanitario. Se pensiamo alla normativa relativa alle apparecchiature elettriche, notiamo che essa è vasta, dal momento che sono diversi gli aspetti che devono essere presi in considerazione. La base della normativa la si può ritrovare nella Legge numero 46 del 1990, la quale è stata poi abrogata e sostituita dal Decreto Legislativo 37 del 2008. In questo decreto legislativo sono definiti gli obblighi che le aziende sono tenute a rispettare, le misure preventive utili e le misure protettive che devono essere messe in atto per ridurre il rischio elettrico sul lavoro per i dipendenti.

Sono diverse le conseguenze che il rischio elettrico può avere sulla salute dell’individuo e per analizzarle meglio bisogna fare una distinzione tra il contatto elettrico diretto ed il contatto elettrico indiretto. Nel primo caso la scarica elettrica arriva all’individuo perché questo è entrato direttamente in contatto con la fonte di elettricità, nel secondo caso invece l’individuo riceve la scarica perché è entrato in contatto con un elemento conduttore di energia elettrica. I danni dovuti all’esposizione all’energia elettrica dipendono da diversi fattori: dalla durata complessiva dell’esposizione all’elettricità, dall’intensità della corrente e dalla sua frequenza. La folgorazione è la conseguenza più temibile e si verifica nel caso in cui si abbia l’effettivo passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo del lavoratore, il che può portare anche alla morte nei casi peggiori. Conseguenze meno gravi, ma comunque temibili, sono le ustioni locali ed una possibile ipersensibilizzazione di quell’area del corpo che è stata colpita dalla scarica elettrica.

Per proteggersi dal rischio elettrico sul lavoro devono innanzitutto essere messe in atto delle verifiche periodiche delle fonti di alimentazione elettrica e delle specifiche strategie per mettere in sicurezza queste stesse fonti. La protezione del lavoratore deriva poi anche dall’utilizzo dei cosiddetti dispositivi di protezione individuale, tra cui rientrano i guanti isolanti, che consentono di evitare o comunque di ridurre il rischio elettrico nel proprio contesto lavorativo. Insieme ai guanti isolanti, è bene indossare anche un abbigliamento specifico per la protezione dal rischio elettrico, obbligatorio per i lavoratori che si trovano esposti ad un rischio elevato e che devono dunque per forza proteggersi da esso per lavorare in sicurezza.

I vantaggi del gommone in alluminio

C’è sempre dibattito fra chi dice che si dovrebbe comprare una barca e chi invece punta sul gommone, perché afferma che i vantaggi del gommone dovrebbero far andare la scelta in questa direzione. Nei paragrafi che seguiranno ci occuperemo di mettere in luce i principali vantaggi di avere un gommone, capendo perché secondo alcuni comprare un gommone è la scelta migliore. Ricordiamo che esistono diversi tipi di gomme, ad esempio molto apprezzati sono i gommoni in alluminio, e che in base alla tipologia di natante che si acquista si avranno anche dei vantaggi e degli svantaggi specifici. Qui ci concentreremo solo sui tre principali vantaggi che valgono per qualsiasi gommone, indipendentemente dal materiale con il quale è stato costruito.

Stabilità

Il primo dei vantaggi del gommone che i possessori di questo tipo di natante mettono in luce è la stabilità. Per la sua conformazione, il gommone risulta essere più stabile e dunque più sicuro anche se il mare non è calmo e si ha inoltre una riduzione del rollio al minimo. Non a caso i gommoni sono consigliati a chi soffre di mal di mare, o deve portare a bordo delle persone che hanno questa problematica. Per il diporto estivo, le uscite con gli amici solo nei mesi caldi e anche per chi fa il sub il gommone risulta essere più vantaggioso.

Bassi consumi

Tra i vantaggi del gommone troviamo poi l’aspetto dei consumi: questo tipo di imbarcazione offre la possibilità di spostarsi utilizzando poco carburante. Il consumo del gommone è infatti di molto inferiore a quello di una barca e questo spinge, soprattutto i giovani, a preferire il gommone ad altri mezzi di trasporto in mare, così da tenere basso il budget.

Anche i costi di gestione del gommone sono inferiori rispetto a quelli che si deve essere pronti a sostenere per la manutenzione ordinaria e straordinaria di una barca, soprattutto se questa ha una lunghezza interessante. Per non parlare poi del budget di cui di deve disporre per l’acquisto: è indubbio che acquistare un gommone sia più economico rispetto ad acquistare una barca.

Praticità di utilizzo

Concludiamo la lista dei principali vantaggi del gommone parlando della praticità di trasporto, che per questo mezzo di trasporto è superiore rispetto ad altre tipologie di imbarcazioni. Il gommone è innanzitutto più semplice da trasportare, anche perché molti di essi sono quasi completamente smontabili e possono essere portati in giro facilmente. E’ più facile anche da ormeggiare, innanzitutto perché non è necessario che ci sia un porto dotato di tutto il necessario per l’ormeggio delle barche e poi perché su una sola boa possono essere ormeggiati anche diversi gommoni, con una conseguente riduzione del costo di attracco. Bisogna anche dire che nella stagione invernale il gommone non può essere lasciato in acqua, ma se si dispone di un garage con molto spazio o se il gommone è smontabile, è possibile risolvere questo problema con grande facilità e risparmiare ulteriore denaro, perché la barca avrebbe un costo per l’ormeggio annuale.

3 mete per delle vacanze sensazionali a novembre

Solitamente, quando si programmano le vacanze, si pensa sempre che il mese migliore sia agosto o luglio. In verità esistono tanti altri periodi perfetti per staccare la spina e riprendersi prima di tornare a lavorare. Uno di questi è novembre, il mese più in sordina e che precede le fatidiche feste natalizie. Andare in vacanza a novembre si può tranquillamente fare e per di più senza spendere una fortuna. Ma quali sono le mete predilette?
Scopriamolo.

1. Parigi

Parigi è una città perfetta da visitare sempre, in particolar modo in un periodo autunnale come quello di novembre. Qui, potrete ammirare tutta l’anima più pura dei parigini, prestando attenzione a tutte le bellezze architettoniche che da sempre caratterizzano la città. Primo fra tutti il Louvre, poi la Torre Eiffel, per poi passare da tutti i vicoli e le stradine che costeggiano la Senna. Insomma, un luogo romantico e fantastico per vere vacanze da sogno.

2. Dubai

Visitare Dubai a novembre è senza dubbio la soluzione perfetta se desiderate vivere vacanze incredibili ed irrinunciabili. Questo perché sareste agevolati dal clima, molto più piacevole rispetto a quello estivo che può arrivare a raggiungere anche 40 gradi. Negli Emirati Arabi potrete ammirare tutti i simboli più autentici dell’avanguardia: dai grattacieli, al lusso degli hotel fino ai negozi più disparati. Vi consigliamo, in particolare, di visitare il Burj Khalifa, un palazzo di più di 124 piani, praticamente il più alto al mondo. Un luogo perfetto dove assaporare il lusso più sfrenato, seppur fatto di cose artificiali.

3. Grecia

Si pensa sempre che la Grecia sia solo la meta perfetta per l’estate. Ebbene, non è così. In Grecia è possibile fare escursioni e visitare le città più magnifiche anche in periodi autunnali come in quello di novembre. Qui, potrete usufruire del servizio di noleggio barca a vela Grecia per visitare tutte le isole greche più famose come Mykonos, Zante, Creta, oppure rimanere sulla terra ferma e fare un salto ad Atene e in tutte le cittadine più nascoste e graziose del Paese. Insomma, a voi la scelta per una vacanza sensazionale.